Cos'è la CSRD e come influirà sulla vostra azienda

Ottobre 25, 2023

di Björn Bröskamp e Sibylle Simon


ClimatePartner ha pubblicato la prima versione di questo articolo il 27 gennaio 2022. L'articolo è stato rivisto diverse volte e riflette ad oggi l'ultimo aggiornamento ad ottobre 2023.

La CSRD è la nuova linea guida dell'UE in materia di rendicontazione, destinata a sostituire l'attuale direttiva sulla rendicontazione non finanziaria (NFRD). È stata proposta dalla Commissione europea nel 2021 e sarà applicabile per la prima volta per la rendicontazione degli esercizi fiscali che iniziano il 1° gennaio 2024 o successivamente. 

La nuova direttiva mira ad aumentare significativamente la trasparenza nel campo della sostenibilità. Con essa entreranno in vigore requisiti di rendicontazione più dettagliati, rendendo la CSRD un elemento importante da considerare nell'ambito del reporting gestionale e delle attività aziendali. La CSRD è più severa nelle linee guida e più ampia nel campo di applicazione rispetto alla NFRD, in quanto si applica a un numero quattro volte superiore di aziende in tutta l'UE.

Chi deve essere preparato per il nuovo reporting?

L'ampliamento dell'ambito di applicazione della CSRD significa che, invece delle circa 11.600 entità che attualmente comunicano i propri dati non finanziari, la nuova direttiva chiederà a quasi 50.000 imprese di presentare i propri dati, di cui circa 3.000 solo in Italia. Le aziende che soddisfano almeno due delle tre condizioni seguenti dovranno conformarsi alla CSRD:

Non sono solo le aziende con sede nell'UE a dover prestare attenzione a questo cambiamento. La CSRD si applica a tutte le società con almeno una filiale o una succursale europea di grandi dimensioni o quotata in borsa, o almeno una filiale con un fatturato netto di 40 milioni di euro nell'UE e che abbia generato un fatturato netto di oltre 150 milioni di euro sul mercato europeo negli ultimi due esercizi finanziari consecutivi.

Se si verificano entrambe le condizioni, l' azienda rientra nell'obbligo di rendicontazione previsto dalla direttiva CSRD e la filiale o la succursale dell'UE è responsabile della pubblicazione del rapporto di sostenibilità dell'azienda del Paese terzo. La direttiva copre quindi tutte le attività commerciali rilevanti che si svolgono all'interno dell'UE. 

La CSRD prevista non prevede nuovi requisiti per le piccole e medie imprese (PMI), a meno che non siano a vocazione patrimoniale. Per queste ultime, la Commissione intende introdurre standard di rendicontazione di sostenibilità separati. 

L'applicazione dei regolamenti avverrà in quattro fasi:

  • Il 1° gennaio 2024 per le aziende già soggette alla NFRD (rendicontazione nel 2025 sui dati del 2024). 
     
  • Il 1° gennaio 2025 per le grandi società attualmente non soggette alla NFRD.
     
  • Il 1° gennaio 2026 per le PMI quotate e per gli istituti di credito di piccole dimensioni e non complessi e le compagnie assicurative captive. Le società che rientrano in questa categoria avranno la possibilità di scegliere di non rendicontare su questioni di sostenibilità ai sensi della CSRD fino al 2028, a condizione che nella relazione annuale venga fornita una spiegazione del motivo per cui si è scelto di non farlo.
     
  • Il 1° gennaio 2028 per le società non UE che rientrano nell'obbligo di rendicontazione CSRD.

Come pubblicare le informazioni sulla sostenibilità

Con l'entrata in vigore della nuova CSRD, il reporting di sostenibilità sarà una parte obbligatoria dei rapporti di gestione. La rendicontazione separata della sostenibilità non sarà più un'opzione, come avviene ora con la NFRD. Ciò significa che la sostenibilità è considerata un elemento strategico delle attività aziendali. Questo approccio è accolto con grande favore, poiché conferisce ai temi della sostenibilità la stessa importanza del reporting finanziario e non considera più i KPI di sostenibilità come misure di priorità inferiore.

Tutte le informazioni aziendali rilevanti, comprese quelle relative alle attività di sostenibilità, dovranno essere pubblicate nel rapporto di gestione e dovranno essere divulgate e accessibili anche in formato digitale.

La rendicontazione CSRD si applica a tutte le aziende che soddisfano i criteri di cui sopra. Un'azienda è esentata dall'obbligo di pubblicazione solo quando fa parte di una holding madre e può fare riferimento al rapporto della holding, a condizione che il rapporto della holding sia conforme ai requisiti di rendicontazione dell'UE. In tal caso, la società controllata esentata è tenuta a pubblicare la relazione consolidata di gestione della società madre che riferisce a livello di gruppo. Inoltre, è tenuta a inserire nella propria relazione sulla gestione un riferimento al fatto che la società in questione è esentata dai requisiti della direttiva. Per tutte le società dichiaranti, sarà obbligatoria una revisione contabile esterna per fornire una garanzia limitata della relazione. 

Quali informazioni devono essere divulgate

La versione attuale della CSRD contiene solo una panoramica dei contenuti prescritti per il reporting. 

Una versione dettagliata dei principi di rendicontazione previsti è stata preparata dall' EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) e le bozze dei 12 ESRS sono state presentate alla Commissione UE il 22 Novembre 2022 . L'obiettivo è quello di allineare ampiamente gli ESRS agli standard di rendicontazione internazionali e agli standard di rendicontazione di sostenibilità esistenti, come quelli della Global Reporting Initiative (GRI), del Sustainability Accounting Standards Board (SASB), del Carbon Disclosure Project (CDP) e altri. Alcuni di questi standard fanno anche riferimento al GreenHouseGas Protocol. Anche il CSRD e l'ESRS sono destinati a essere allineati alla tassonomia UE.

Una prima serie di standard di rendicontazione sono stati adottati alla fine di Luglio 2023. Una seconda serie di standard di rendicontazione, specifici per il settore e adattati alle diverse forme societarie, dovrebbe seguire entro il 30 giugno 2024. La Commissione rivedrà gli standard ogni tre anni dopo l'entrata in vigore della direttiva per tenere conto dei nuovi sviluppi, come gli standard internazionali.

La Direttiva della Commissione europea prevede che nella stesura degli standard di rendicontazione si tenga conto dei seguenti aspetti ambientali, sociali e di governance (ESG). Ognuno di essi è stato inserito dall' EFRAG nei 12 principi di rendicontazione.

Un altro nuovo requisito della CSRD è il principio della doppia materialità, che chiede alle aziende di rendicontare da due prospettive diverse: come ogni aspetto della sostenibilità influisce sull'azienda (la prospettiva "outside-in") e come ogni aspetto della rendicontazione dell'azienda influisce sulle persone, sugli stakeholder e sull'ambiente (la prospettiva "inside-out"). In questo modo, l'attuale approccio "comply or explain" dell'attuale NFRD non sarà più applicabile.

Outlook

In conseguenza all' adozione da parte della Commissione degli ESRS come atti delegati, questi sono ora obbligatori per la rendicontazione. I nuovi obblighi si applicheranno al più presto a partire dall'esercizio finanziario 2024, il che significa che le prime relazioni ai sensi della nuova direttiva saranno pubblicate nel 2025.

Le prospettive sono chiare: la protezione del clima e la rendicontazione trasparente delle misure corrispondenti stanno diventano obbligatorie per le aziende. Inoltre, la nuova direttiva farà progredire la protezione del clima, promuoverà la fiducia e creerà un incentivo positivo per tutte le aziende ad assumersi la responsabilità. Essendo una delle numerose iniziative legislative, la CSRD fornisce sia maggiore chiarezza che un maggiore riconoscimento dell'impegno delle aziende nella protezione del clima. 

ClimatePartner vi supporta nella conformità alla CSRD

Per conformarsi ai nuovi requisiti di rendicontazione, le aziende possono rivolgersi a esperti esterni come ClimatePartner. Poiché la contabilizzazione delle emissioni di carbonio sarà un punto focale della futura rendicontazione, ClimatePartner è nella posizione ideale per offrire il proprio supporto. I vari calcoli dell'impronta di carbonio di aziende, prodotti e servizi, nonché i relativi report, potranno essere inclusi nella rendicontazione CSRD. Supportiamo inoltre i nostri clienti nella definizione di chiare strategie di azione per il clima e nel loro allineamento con i requisiti dell'iniziativa Science Based Target (SBTi) e, a medio termine, con una strategia Net Zero. Tali strategie, sviluppate in collaborazione con i nostri team di consulenza, possono anche essere integrate nei report di sostenibilità conformi. Gli impatti sociali dei nostri progetti di protezione del clima potranno essere utilizzati per la rendicontazione in conformità con la CSRD. 

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